PARLIAMO DI SOLDI: CONCLUSO CON SUCCESSO IL CORSO DI EDUCAZIONE FINANZIARIA
Iniziativa di coaching di gruppo gratuita promossa da Terziario Donna nell’ambito del progetto realizzato da Ascom Servizi spa Treviso e finanziato dalla Regione Veneto per favorire la parità di genere
Valentina Cremona (presidente Terziario Donna): il gap di genere passa anche attraverso le competenze finanziarie
Novembre è il mese dell’educazione finanziaria e Confcommercio ha appena concluso con successo il percorso di coaching di gruppo gratuito dedicato all’ educazione finanziaria “Parliamo di soldi”, un’iniziativa che si è articolata in 4 incontri, promossa da Terziario Donna (nell’ambito del progetto “Il meme egoista: smontare stereotipi, educare al dubbio, costruire parità” di Ascom servizi spa Treviso) rivolto ad imprenditrici e libere professioniste con l’obiettivo di acquisire maggiore consapevolezza nella gestione delle risorse personali e professionali, comprendere i principali strumenti finanziari e affrontare con maggiore sicurezza le scelte che incidono sulla stabilità, sul futuro della propria impresa e della famiglia.
Il percorso è stato guidato da Andrea Ascione, avvocato ed educatore finanziario AIEF, che nel corso degli incontri ha fatto chiarezza su: entrate, uscite, budgeting, tasso di risparmio, fondo di emergenza, protezione e trasmissione del patrimonio, lettura dei costi occulti bancari e molto altro.
“Il percorso- spiega Valentina Cremona- presidente di Terziario Donna, il gruppo che associa le imprenditrici e le lavoratrici autonome del terziario- ha avuto successo e ci ha messo in contatto con una realtà, almeno in parte, nascosta. Molte di noi sono arrivare a “fare impresa” senza competenze finanziarie specifiche e molte lavoratrici autonome si sono trovate nel mercato del lavoro a partita iva non come scelta diretta, ma come unica possibilità di ingresso o di conciliazione con gli impegni famigliari. Mai come ora è necessario educare e parlare di soldi, come recita il titolo del percorso che è stato molto apprezzato. Il divario di genere non si misura soltanto in termini di occupazione, reddito o carriera, ma anche di competenza economica e finanziaria. Meno visibile ma reale. Comprendere il valore del denaro, panificare il proprio futuro, investire, proteggersi dai rischi e costruire una propria autonomia finanziaria rappresentano oggi strumenti essenziali per partecipare attivamente alla vita economica. L’educazione finanziaria al femminile ha avuto proprio questo obiettivo: acquisire bene gli elementi tecnici per sviluppare la capacità di prendere decisioni autonome e di acquisire fiducia nelle proprie scelte finanziarie”.
Molte ricerche dimostrano che il nostro paese è fanalino di coda nel campo delle competenze finanziarie, una quota di donne tende ancora a delegare gli uomini nelle decisioni economiche importanti e a partecipare in modo marginale alle scelte di investimento e di pianificazione patrimoniale.Novembre è un mese importante per le donne: l’educazione finanziaria assume un ruolo strategico nel contrasto alla violenza economica, una forma di abuso ancora poco riconosciuta che però esiste. Si manifesta attraverso il controllo delle risorse economiche e dei conti correnti, la limitazione dell’accesso al denaro, l’esclusione dalle decisioni finanziare famigliari.