Il sentiment della categoria sul mercato immobiliare: doveroso ripensare l’affitto, occorre limitare gli affitti brevi, favorire i giovani e le coppie. Parere positivo sul piano casa (Campagnol), spariscono i mini e tengono le due camere (Bastianon)
La professione dell’agente immobiliare sta cambiando, così come cambia il mercato e con esso le tendenze demografiche. La residenzialità resta il nodo centrale per il rilancio di paesi, città e quartieri.
Ieri, a palazzo del Terziario in via Venier, la categoria Fimaa di Confcommercio, presieduta da Mauro Posocco, ha organizzato un incontro di networking per condividere il sentiment sul mercato immobiliare, fare il punto sulle esigenze della categoria ed approfondire il tema dell’AI per i supporti che può dare nella stesura dei preventivi e nella verifica di finanziabilità dei clienti, facilitando così operazioni complesse.
Dall’indagine periodica della Federazione relativa al primo quadrimestre 2026, il sentiment nazionale risulta in linea con le tendenze provinciali: gli agenti prevedono compravendite in aumento dell’1-1.5% e prezzi degli immobili in crescita di circa il 2%, pur in un contesto di generale prudenza legato alla diminuzione della capacità di spesa dettata dal rialzo del costo dell’energia e dall’inflazione. A trainare il mercato è il settore residenziale già edificato (con prezzi in calo negli ultimi 15 anni di circa l’11%), che prevale sul nuovo che nello stesso periodo ha visto invece lievitare i prezzi anche del 30%. Il principale motore del mercato rimane l’acquisto della prima casa che potrebbe crescere facilitando l’accesso al credito. Sul fronte delle locazioni la domanda dovrebbe continuare a superare l’offerta con il conseguente aumento dei canoni, con il mercato delle locazioni che al momento tende ad essere orientato verso formule contrattuali maggiormente flessibili. Risultano in crescita i contratti di affitto transitori e tengono nel mercato anche i contratti di affitto agevolati, che rappresentano circa il 50% del totale.
“A fronte di questo sentiment- conferma Susanna Bastianon, consigliera di Fimaa – “la domanda, anche in provincia di Treviso, sta cambiando ed è diversa dal passato: si cercano soluzioni flessibili, green, con spese di gestione contenute, servizi di prossimità, collegamento coi trasporti. Il timore per i costi elevati di ristrutturazione incide sulla vendita dell’usato e, sul fronte delle locazioni, l’alto numero degli affitti brevi ad uso turistico aumenta la pressione nel settore affitti, soprattutto per il capoluogo, che presenta un marcato squilibrio tra domanda ed offerta. La fascia media con due camere è molto ricercata dalle coppie, mentre il “mini” sembra una tipologia sparita dal mercato”.
“Abbiamo fiducia- commenta il consigliere Giampietro Campagnol “sul piano casa, che affronta finalmente il tema dell’abitare con un approccio strutturale e non più emergenziale. Sono positivi: l’attenzione rivolta al recupero del patrimonio edilizio esistente, alla rigenerazione urbana, alla semplificazione procedurale e al rafforzamento dell’offerta abitativa sociale e convenzione, indispensabile soprattutto per favorire l’autonomia dei giovani. E’ necessario restituire fiducia ai proprietari degli immobili riconoscendo il contratto di affitto quale titolo esecutivo, in modo che, in caso di grave inadempienza da parte dell’inquilino, possano rientrare più facilmente in possesso dell’appartamento. Le case ci sono: la vera sfida oggi è renderle nuovamente accessibili attraverso un sistema nel quale affittare torni ad essere sostenibile, equilibrato e soprattutto sicuro. Occorre poi favorire il cambio di destinazioni d’uso per ampliare l’offerta senza consumare nuovo suolo, valorizzando il patrimonio esistente e accompagnando le trasformazioni economiche e sociali in corso”.