LA FOTOGRAFIA SCATTATA DA OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare) SEGNA LA CRESCITA DELLE TRANSAZIONI IN PROVINCIA
Dati e commenti della categoria FIMAA-CONFCOMMERCIO.
“Mauro Posocco (presidente), Susanna Bastianon consigliera) e Giampietro Campagnol (vicepresidente) commentano i trend e la fotografia del mercato.
Posocco: servono nuovi paradigmi, la sfida 2026 riguarda credito e inclusione
OMI, ovvero l’acronimo dell’Osservatorio del mercato immobiliare, la banca dati gestita dall’Agenzia delle Entrate, ha appena pubblicato la fotografia del comparto immobiliare aggiornata a fine 2025. FIMAA, il principale Sindacato di categoria associato alla Confcommercio, illustra i dati e fornisce alcuni importanti commenti, pur precisando che i dati OMI non rappresentano i prezzi reali di mercato degli immobili ma riassumono delle quotazioni medie statistiche di ogni zona perché vengono utilizzati come strumenti fiscali per verificare la congruità coi prezzi dichiarati negli atti notarili. Questa fotografia è fornita dal Comitato Consultivo Tecnico dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare, presenta dati riferiti al consolidamento delle compravendite dell'intero 2025, ed è curata dall'Ufficio Provinciale del Territorio dell'Agenzia delle Entrate.
Susanna Bastianon, consigliera FIMAA di Treviso, fa parte del tavolo di lavoro OMI e ci spiega (come si evince della mappa) che l’Osservatorio ha suddiviso i 94 Comuni della provincia di Treviso in 8 macro aree con caratteristiche economico-sociali similari e territoriali.
“I dati OMI- spiega Susanna Bastianon, consigliera FIMAA- non prendono in considerazione le caratteristiche interne e qualitative dell’immobile, ma solo la zona e la metratura; restano comunque una bussola del mercato e forniscono un buon orientamento anche per noi agenti e negli ultimi anni hanno assunto un valore sempre più strategico perché la trasparenza dei dati cambia il mercato. Non sono più semplici numeri per addetti ai lavori, ma strumenti concreti per rendere il mercato più leggibile e più equo. Servono a costruire stime immobiliari più aderenti alla realtà locale, a supportare perizie bancarie più puntuali e a favorire accertamenti fiscali meno lontani dai valori effettivi delle compravendite oltre ad indirizzare gli operatori del settore, verso scelte più rispondenti alle richieste emergenti dei compratori.
In altre parole, più dati significa più trasparenza. E più trasparenza significa maggiore tutela per chi vende, per chi compra e per chi deve finanziare l'acquisto della propria abitazione.
Il mercato immobiliare, infatti, non vive solo di annunci e trattative. Vive anche di fiducia. E la fiducia nasce quando cittadini, professionisti, banche e istituzioni parlano una lingua comune, fondata su valori verificabili e su confronti realistici tra immobili simili, venduti in tempi ravvicinati e in zone comparabili. Noi, come FIMAA, stiamo lavorando molto sulla trasparenza e sulla qualità professionale”.
Ecco, in sintesi, la fotografia del mercato: la Marca trevigiana chiude il 2025 con 10.517 scambi residenziali, in aumento del 5,3%.
Il mercato immobiliare trevigiano conferma la sua vitalità. Le compravendite crescono, il capoluogo accelera e alcune aree della provincia mostrano un dinamismo superiore alle attese. Ma dietro la fotografia positiva emergono anche alcune criticità: il costo delle ristrutturazioni, la difficoltà di accesso al credito, la turisticizzazione spinta del centro e di alcune aree della provincia (area collinare Unesco) fanno si che la casa diventi un bene a rischio, soprattutto per giovani lavoratori e famiglie della classe media, un traguardo sempre più difficile da raggiungere.
Il dato generale è netto: in provincia di Treviso le transazioni normalizzate residenziali (ovvero il volume delle compravendite) raggiungono quota 10.517, con un aumento del 5,3% rispetto al 2024. Un segnale di fiducia, in un contesto economico non privo di incertezze, che conferma la tenuta della Marca come territorio attrattivo per chi compra casa, investe o decide di rimanere a vivere vicino ai propri luoghi di lavoro e alla propria rete familiare.
Il capoluogo traina la crescita
La Cintura di Treviso si conferma l'area con il maggior numero assoluto di scambi: 3.057 compravendite, pari al 29,1% del totale provinciale. Ma le crescite più significative arrivano da altre zone.
L'Opitergino-Mottense registra l'incremento percentuale più marcato, con 916 transazioni e un balzo del 13,7%. Subito dietro si colloca Treviso città, che cresce dell'11,9% e sfiora le 1.500 compravendite residenziali.
Il capoluogo, dunque, non solo tiene, ma rilancia. E lo fa anche sul fronte dei valori. La quotazione media provinciale sale dell'1,4%, attestandosi a 1.334 euro al metro quadrato. A Treviso città, invece, l'aumento è molto più consistente: +4,3%, con un valore medio che raggiunge 2.261 euro al metro quadrato (dati Omi quindi si tratta di medie statistiche).
È il segnale di una domanda forte, orientata verso immobili ben posizionati, serviti, efficienti e inseriti in contesti urbani riconoscibili. La qualità del luogo, oggi più che mai, pesa sul prezzo.
Santa Bona, viale Repubblica e Castellana: le zone che corrono di più
Guardando dentro il capoluogo, emerge una geografia precisa della crescita.
La zona semicentrale C2, che comprende Santa Bona, via Mandruzzato e viale Repubblica, registra 523 transazioni e un aumento dei valori del 6,3%. Si conferma così una delle aree più ricercate da chi vuole restare vicino al centro senza rinunciare a servizi, viabilità e soluzioni abitative più funzionali.
Molto significativo anche l'andamento della zona periferica D2, tra via Castagnole, via Castellana e via Noalese: qui gli scambi crescono del 21% e i prezzi salgono del 5%. Un dato che racconta bene come la domanda non sia più concentrata solo sul centro storico, ma si stia spostando anche verso aree meglio collegate, più accessibili e capaci di offrire abitazioni con spazi adeguati alle nuove esigenze familiari e lavorative. E questo fa pensare ad un trend di cambiamento che vede Treviso, con la sua cintura urbana, come uno snodo abitativo importante anche per chi necessità di poter contare su una elevata mobilità e flessibilità lavorativa.
Il nodo dell'usato: ristrutturare costa troppo
Accanto ai segnali positivi, però, resta un problema che rischia di pesare sempre di più: l'usato da riqualificare. Lo afferma il presidente provinciale di FIMAA Mauro Posocco.
“Negli ultimi anni- spiega il Presidente Posocco- i costi di ristrutturazione sono cresciuti in modo rilevante, spinti dall'aumento dei materiali, dalle tensioni geopolitiche internazionali e da dinamiche speculative che hanno reso molti interventi più onerosi rispetto al passato. Il risultato è evidente: una parte dei cittadini rinuncia all'acquisto di immobili da sistemare, preferendo soluzioni già pronte o nuove costruzioni.
Il fenomeno produce una polarizzazione della domanda. Da una parte ci sono acquirenti con maggiore disponibilità economica, interessati al nuovo, al risparmio energetico, al comfort abitativo e a costi di gestione più contenuti nel tempo. Dall'altra ci sono famiglie, giovani coppie e lavoratori della classe media, spesso orientati alla prima casa, ma costretti a fare i conti con mutui insufficienti, prezzi in salita e ristrutturazioni difficili da sostenere.
È qui che il mercato rischia di perdere equilibrio. Perché se l'usato da recuperare diventa economicamente meno conveniente e il nuovo resta accessibile solo a una fascia più alta di reddito, una parte rilevante della domanda locale rischia di restare fuori”.
Prima casa, giovani e classe media: la vera sfida del 2026
Per FIMAA, il tema centrale dei prossimi mesi sarà il rapporto con il sistema del credito.
La richiesta è chiara: servono condizioni di finanziamento più favorevoli, importi erogati più adeguati rispetto al valore reale degli immobili e strumenti stabili per sostenere l'acquisto della prima casa. Non interventi episodici, ma misure capaci di dare continuità e sicurezza a chi sta decidendo se compiere il passo più importante della vita familiare, andando incontro anche ai giovani all’inizio delle proprie carriere lavorative.
Il cambiamento demografico impone inoltre di aggiornare le politiche abitative. La casa non riguarda più soltanto la famiglia tradizionale di tre o quattro componenti. Oggi il mercato è fatto anche di single, giovani coppie, nuove convivenze, lavoratori mobili e nuclei familiari più piccoli.
In questo scenario, il bicamere resta una delle tipologie più richieste dalla classe media trevigiana, mentre il “mini” ed il monolocale stanno quasi sparendo. Ma proprio il segmento bicamere rischia di diventare il punto più fragile del mercato: troppo costoso per chi non dispone di liquidità iniziale importante, troppo impegnativo se richiede lavori di riqualificazione, troppo poco sostenuto se il credito bancario non accompagna davvero l'acquisto.
Centri storici e negozi: il rischio dello svuotamento
Il quadro non riguarda solo il residenziale. Resta evidente anche la sofferenza degli immobili commerciali e direzionali, soprattutto nei centri storici e nelle vie secondarie o periferiche.
Il vicepresidente e consigliere FIMAA Giampietro Campagnol conferma come: “le piccole superfici di vendita, in particolare, continuano a mostrare segnali di debolezza. Molti immobili richiedono interventi di riqualificazione, ma la domanda resta selettiva e il rischio di deprezzamento è concreto.
È un tema che va oltre il valore catastale o commerciale. Un centro storico che perde negozi, uffici e servizi di prossimità rischia di perdere anche presidio sociale, attrattività e vita quotidiana. Il turismo può aiutare, ma non può sostituire una città abitata, frequentata, accessibile e utile ai residenti.
Per questo la rigenerazione urbana non può essere letta solo come operazione edilizia. Deve diventare una strategia complessiva: casa, commercio, capacità di attrarre i marchi mancanti, mobilità, servizi, sicurezza, rigenerazione delle piccole superfici commerciali non più adeguate al nuovo commercio, spazi pubblici e qualità del vivere devono stare dentro lo stesso progetto. La dove chiude un’insegna, si può deprezzare un’intera via”.