PRIMO SEMESTRE 2026: GLI EFFETTI DEL CARO ENERGIA E CARBURANTI SUL TERZIARIO TREVIGIANO
Terziario trevigiano: fiducia in calo, costi in aumento e credito in crescita. Il cambiamento climatico modifica consumi e attività
- Nel primo semestre 2026 il terziario trevigiano mostra segnali di adattamento, ma il quadro congiunturale si fa più difficile: l’indice di fiducia generale scende di 8 punti, mentre la fiducia nell’andamento della propria attività resta sostanzialmente in linea con il dato nazionale.
- Il caro energia e l’aumento dei costi delle forniture e della logistica pesano sull’attività delle imprese: oltre il 65% segnala un aumento dei costi delle materie prime energetiche e il 58% rileva un impatto degli aumenti sull’andamento della propria attività economica.
- Cresce il ricorso al credito: nei primi sei mesi dell’anno il 23% delle imprese ha fatto richiesta di finanziamento e il 77% ha visto accolta la propria domanda.
- Il cambiamento climatico inizia a incidere concretamente sulla gestione delle imprese e sulle abitudini dei consumatori: il 40,2% segnala maggiori consumi energetici per la climatizzazione, il 27,6% maggiori costi di gestione e il 19% modifiche nelle abitudini di consumo.
L’Unione provinciale Confcommercio di Treviso e Banca Prealpi SanBiagio – l’Istituto di Credito Cooperativo con sede a Tarzo (TV), parte del Gruppo Cassa Centrale - in collaborazione con Format Research, presentano il Report per la prima metà del 2026 (secondo trimestre e primo semestre) dell’Osservatorio Congiunturale. La rilevazione, realizzata su un campione di 800 imprese, analizza l’andamento del clima di fiducia delle imprese del terziario trevigiano, l’andamento congiunturale e dei ricavi, gli effetti del caro energia e caro carburanti, l’aumento dei costi della logistica e le difficoltà di approvvigionamento. Il report approfondisce inoltre i primi effetti del cambiamento climatico sulle attività economiche e sulle abitudini di consumo, nonché le prospettive per il terzo trimestre dell’anno (luglio-settembre). Le interviste sono state condotte tra luglio e agosto 2026.
I DATI CONGIUNTURALI IN SINTESI
CLIMA DI FIDUCIA E ANDAMENTO CONGIUNTURALE
Nella prima metà del 2026 diminuisce il clima di fiducia generale delle imprese del terziario della provincia di Treviso, con l’indice che registra un calo di 8 punti rispetto alla precedente rilevazione. Le aspettative a fine mese mostrano tuttavia un parziale recupero, con l’indice previsto a 29 punti (+4). Più stabile la fiducia nell’andamento della propria attività economica, che si attesta a 45, sostanzialmente in linea con il dato nazionale. Non sono attesi cambiamenti significativi nel terzo trimestre.
Sul fronte dei ricavi, il primo semestre 2026 evidenzia un rallentamento: l’indice scende a 44 e non sono previsti miglioramenti nei prossimi tre mesi.
Più positivo l’andamento dell’occupazione, il cui indice sale a 47, rispetto ai 45 punti di dicembre 2025, risultando superiore al dato nazionale. Le imprese prevedono inoltre un miglioramento entro la fine del terzo trimestre dell’anno.
CARO ENERGIA E CONDIZIONI DELLE FORNITURE
Il principale elemento di criticità per le imprese del terziario è rappresentato dall’aumento dei costi energetici e delle forniture. Oltre il 65% delle imprese ha riscontrato un deciso aumento del costo delle materie prime energetiche, con un incremento medio superiore al 20%.
Quasi la metà delle imprese (oltre il 45%) ha inoltre ricevuto proposte di modifica delle condizioni contrattuali delle forniture e, in oltre il 26% dei casi, le nuove condizioni sono state giudicate penalizzanti. Nella maggioranza dei casi, pari al 58%, gli aumenti hanno avuto un impatto sull’andamento dell’attività economica.
Un’impresa su quattro ha cambiato il proprio fornitore di energia elettrica o gas, mentre il 27% sta valutando di farlo.
ENERGIA E COMUNITÀ ENERGETICHE
Sul fronte delle Comunità energetiche rinnovabili (CER), al momento il 4,9% delle imprese dichiara di farne già parte, mentre il 42,8% non è interessato e il 25,6% non sa se la propria impresa ne faccia parte. Il 17,5% non conosce le CER.
La maggioranza delle imprese (78%) non aderisce inoltre a convenzioni, consorzi o gruppi di acquisto per la fornitura di energia elettrica o gas. Positiva, tuttavia, la quota del 30,5% interessata ad aderire a convenzioni dedicate.
FABBISOGNO FINANZIARIO E RICHIESTA DI CREDITO
La capacità delle imprese del terziario della provincia di Treviso di far fronte al proprio fabbisogno finanziario peggiora nella prima parte dell’anno: il dato di Treviso (43, dai precedenti 47 di fine 2025) resta comunque al di sopra rispetto al dato medio nazionale (40). Le imprese si attendono un lieve miglioramento entro fine mese (44).
Nei primi sei mesi del 2026 cresce la quota di imprese del terziario trevigiano che ha fatto ricorso al credito, arrivando al 23% (dal 19% di fine 2025). L’accesso al finanziamento appare nel complesso meno problematico rispetto alla precedente rilevazione: il 71% delle richieste viene accolto integralmente (in crescita di 10 punti), mentre un ulteriore 6% viene accolto per un importo inferiore a quello richiesto.
PREZZI DI LOGISTICA, TRASPORTI E MAGAZZINAGGIO
Anche i costi legati a logistica, trasporti e magazzinaggio rappresentano un elemento di pressione per le imprese. Il 63,2% segnala un aumento dei prezzi praticati dai fornitori nella prima metà del 2026, con incrementi medi pari a circa il 18% rispetto al periodo precedente. Le imprese non prevedono una diminuzione di questi costi entro fine settembre.
Il 34% circa delle imprese del terziario trevigiano ha inoltre riscontrato difficoltà di approvvigionamento presso i propri fornitori, ad esempio per la scarsa o nulla disponibilità di materie prime.
IMPATTO DEI PREZZI DEI CARBURANTI
Per quasi il 58% delle imprese del terziario trevigiano, l’andamento altalenante dei costi del carburante ha avuto un impatto molto o abbastanza rilevante sull’andamento dell’attività economica.
IMPATTO DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO
Il cambiamento climatico inizia a produrre effetti concreti anche sulla gestione delle imprese e sulle abitudini di consumo. Il 40,2% segnala maggiori consumi di energia per la climatizzazione, il 27,6% maggiori costi di gestione e il 19% modifiche nelle abitudini di consumo.
Il 37,6% delle imprese ritiene invece che il cambiamento climatico non abbia avuto effetti sulla propria attività. Il 7,5% segnala infine la necessità di modificare gli orari di apertura e di lavoro a causa del caldo intenso.
I COMMENTI
Giovanni Profumo, Vice Commissario Unione provinciale Confcommercio:
“Il clima di fiducia in calo e l’impatto netto degli aumenti sull’andamento delle attività delle imprese, uniti al cambiamento climatico, sono segnali forti che si impongono in tutta la loro urgenza e gravità per i riflessi sui consumi e sulla gestione quotidiana. Per questo motivo, la Confcommercio nazionale ha già chiesto misure strutturali al Governo. L’allarme non riguarda solo il commercio, ma tutto il terziario:se le famiglie e i lavoratori devono pagare di più per i carburanti e far fronte agli aumenti in bolletta e alle spese obbligate, si riducono i consumi nei negozi non solo perché il potere d’acquisto si contrae, ma anche perché cresce il prezzo di tanti prodotti, trasportati coi furgoni e i camion, che inevitabilmente vanno a pesare sul consumatore finale. Se le ondate di caldo cambiano orari ed abitudini, cambiano gli stili di vita, gli orari di lavoro e il modo di vivere le città. Ci sono, inoltre, alcune categorie che sono particolarmente penalizzate dall’aumento dei costi dei carburanti: quella degli agenti e rappresentanti di commercio, rappresentati in seno al sistema Confcommercio dalla Fnaarc, e quella dei grossisti di prodotti petroliferi. Chi lavora in auto non può vivere di proroghe. Anche in questo caso non sono più rinviabili soluzioni strutturali, tanto più in un contesto di continue tensioni internazionali che si riverberano sul prezzo del barile. I rincari, peraltro, incidono anche sulla scelta di sostituire l’auto e diventa arduo capire anche che tipo di motore scegliere, tra gasolio, benzina, ibrido ed elettrico. Con la stangata alle pompe e queste incertezze, è difficile programmare un investimento. Ma si profilano già parecchie situazioni delicate: per esempio il turismo che si muove coi bus, che vede già alcune limitazioni ed i primi effetti del cambiamento climatico iniziano a generare alcuni processi di cambiamento. L’intenso caldo dell’estate sta iniziando a modificare orari ed abitudini di acquisto, e con essi stili di vita e stili di consumo, emergono nuove fruizioni delle città e dei negozi e si delinea un cambiamento radicale nelle attività commerciali, di servizio e turistiche. Non dimentichiamo - conclude il Vice Commissario Profumo – che proprio in questi giorni Confcommercio nazionale ha stimato che le spese obbligate si ‘mangiano’ oltre il 40% dei consumi delle famiglie, pari a oltre 5.300 euro pro capite per l’abitazione e 1.829 euro per energia, gas e combustibili. In 30 anni i prezzi dei consumi obbligati sono cresciuti oltre il doppio rispetto a quelli dei consumi commercializzabili. A fronte di una situazione complessa dove le variabili sono molte e legate a dinamiche internazionali, la nostra risposta va nella direzione di garantire alle imprese associate contenimento dei costi e certezza del prezzo. Stiamo valutando una convenzione riservata che garantisce stabilità di prezzo per 5 anni: già questo mese sono in programma incontri di presentazione”.
Francesco Piccin, Capoarea di Banca Prealpi SanBiagio:
“Il quadro che emerge dall’indagine evidenzia le difficoltà che il terziario trevigiano si trova oggi ad affrontare, in particolare per effetto dell’aumento dei costi energetici, della logistica e delle forniture, ma conferma allo stesso tempo la capacità delle imprese di reagire e di mantenere una buona solidità. In questo contesto, è significativo il dato relativo al credito: cresce la quota di imprese che vi ha fatto ricorso e aumenta la percentuale di richieste accolte integralmente, a conferma di un rapporto tra sistema bancario e imprese che continua a rappresentare un elemento importante per sostenere l’attività economica anche nelle fasi di maggiore incertezza. Per Banca Prealpi SanBiagio la vicinanza alle imprese e la conoscenza del territorio sono da sempre alla base del nostro modo di fare banca: significa ascoltare le esigenze concrete di chi fa impresa, accompagnarlo nelle scelte e individuare insieme soluzioni capaci di sostenere sia le necessità del presente sia i progetti di sviluppo. In una fase in cui l’aumento dei costi mette sotto pressione margini e capacità di investimento, crediamo che mantenere forte questa relazione sia ancora più importante, contribuendo attraverso il credito e la nostra presenza sul territorio a rafforzare la capacità delle imprese di affrontare le difficoltà e continuare a generare valore per le comunità locali”.
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Nota metodologica - L’Osservatorio sull’andamento delle imprese del terziario della provincia di Treviso è basato su un’indagine continuativa a cadenza trimestrale effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della provincia di Treviso (800 interviste). Intervallo di confidenza 95%, Errore: +3,5%. L’indagine è stata effettuata dall’Istituto di ricerca Format Research, tramite interviste Cati/Cawi, nei mesi di luglio e agosto 2026. www.agcom.itwww.formatresearch.com
Consulta i materiali:
25-291tx 2026 I trim ES 03.docx