E’ approdato in Giunta regionale il disegno di legge finalizzato ad avviare una riforma organica e strategica del commercio veneto, attesa da attesa da anni, che mette ordine a una normativa frammentata e risponde in modo concreto alle trasformazioni profonde del settore.

I vertici delle nostre categorie e delle Ascom mandamentali (in foto con il Governatore) hanno partecipato, durante la campagna elettorale, all’incontro programmatico con i candidati sindaco organizzato dall’Unione regionale esponendo contribuendo ad esporre le richieste del comparto, sostenendo la centralità del commercio di prossimità e la necessità di sostenere politiche urbane integrate.

La nuova legge unifica e semplifica l’intero quadro normativo regionale, riducendo il numero complessivo delle disposizioni e introducendo procedure più snelle e digitalizzate. Si punta con decisione sulla semplificazione amministrativa, rafforzando il ruolo del SUAP come punto unico di accesso e ampliando l’utilizzo della SCIA, per facilitare l’attività delle imprese e ridurre i tempi burocratici.

Tra gli elementi qualificanti della riforma, il forte sostegno ai centri storici e al commercio tradizionale, valorizzando i distretti del commercio e tutelando le botteghe storiche.

La legge introduce strumenti più incisivi per governare l’abnorme sviluppo delle medie e grandi strutture di vendita, con le medie strutture limitate a soli 400 mq, prevedendo valutazioni preventive sull’impatto urbanistico, ambientale e viabilistico, oltre all’estensione degli oneri di sostenibilità.

Importante anche il capitolo dedicato alla transizione energetica della rete distributiva dei carburanti: le stazioni diventano veri e propri hub di servizi alla mobilità.

Ecco una breve sintesi delle novità:

  • Semplificazione e SUAP: meno ostacoli per le imprese

Uno dei pilastri della riforma è la semplificazione amministrativa. Il SUAP viene rafforzato come unico punto di accesso per le imprese: un passaggio che va nella direzione di una PA meno invasiva e più efficiente.

  • Centri urbani e stop all’espansione disordinata

La ridefinizione del concetto di centro urbano rappresenta uno degli interventi più significativi del nuovo ddl: vengono escluse in modo chiaro le zone produttive, superando ambiguità interpretative del passato.

  • Consumo di suolo

Si previlegia il recupero di aree dismesse e degradate. Anche qui emerge una linea chiara: sviluppo sì, ma non a scapito del territorio.

  • Medie strutture: regole più chiare

La nuova soglia dei 400 mq per le medie strutture segna un cambio di passo importante. Queste realtà, cresciute molto negli ultimi anni, vengono finalmente inquadrate con maggiore attenzione. Per quelle fuori dai centri storici, vengono estesi gli oneri di sostenibilità, mentre i Comuni devono pianificare le aree idonee.

L’obiettivo è evitare uno sviluppo incontrollato e garantire equilibrio tra grandi distribuzioni, commercio di vicinato e assetto urbanistico.

  • Commercio in aree pubbliche: più opportunità e meno burocrazia

Il passaggio alla SCIA per il commercio su aree pubbliche semplifica l’accesso all’attività e riduce i tempi. Particolarmente significativa è la valorizzazione degli “hobbisti”: i Comuni potranno istituire mercatini dell’antiquariato e collezionismo e aumentano da 6 a 10 le giornate annue per i non professionisti.

  • Liberalizzazione delle edicole

In un settore in crisi come quello della stampa, la Regione sceglie di non introdurre nuovi vincoli ma di confermare la liberalizzazione. I punti vendita potranno continuare a diversificare l’offerta e accedere alle misure di sostegno del commercio tradizionale.

  • Somministrazione nei negozi

Uno dei passaggi cruciali riguarda la somministrazione non assistita nei negozi di vicinato. La norma consente questa attività, ma introduce limiti chiari: servizio in piedi senza sedute, niente cucina espressa ma solo prodotti pronti, prevalenza dell’attività principale. Questo per favorire nuove opportunità commerciali senza creare concorrenza sleale verso bar e ristoranti, che operano con regole più stringenti. Si tratta quindi di una regolazione che tutela il mercato, evitando distorsioni.

  • Carburanti e stazioni di servizio

Il passaggio da “stazione di servizio” a “punto di erogazione servizi alla mobilità” rappresenta un cambio di paradigma: non si parla più solo di carburanti tradizionali, ma di energia elettrica, idrogeno e combustibili alternativi.

Non appena il disegno di legge concluderà l’iter legislativo, provvederemo a fornire il testo della Riforma dettagliato.

Il testo approvato fino ad ora è il risultato di un paziente e qualificato lavoro di concertazione tra Regione ed Associazioni di categoria

 

Decreto 1 maggio: la contrattazione leader tutela lavoro e imprese