DALLA TRADIZIONE ALL’INNOVAZIONE: I PUBBLICI ESERCIZI IN PROVINCIA SONO IN CRESCITA

Pop, easy o tipici: i locali sono risorse e vita per le città. Stanno diventando laboratori esperienziali, luoghi di contaminazione e spazi di ascolto

Mentre la desertificazione commerciale si fa sentire con la scomparsa di 156 mila punti vendita in Italia negli ultimi 13 anni, il comparto alloggio e ristorazione segna, nello stesso periodo, +19 mila imprese. A Treviso, nel week-end si inaugura il Tiramisù, un nuovo luogo destinato a divenire iconico e simbolo- secondo il presidente provinciale di Fipe Michele Pozzobon – “di una città che sa custodire le proprie tradizioni, ma anche intercettare i nuovi trend con grande coerenza, interpretare gli stili di vita emergenti, sperimentare nuove formule, capace di mettersi in ascolto e di portare nuovi asset commerciali, senza avvitarsi sul passato”.

L’analisi del presidente di Fipe-Confcommercio, di fronte ad un capoluogo che conta vetrine sfitte ma inaugura locali, e ad una provincia in forte e rapida evoluzione che fa i conti con l’invecchiamento demografico ed il caro affitti, è ampia e precisa: “i nostri locali e le recenti aperture, dimostrano che i nostri imprenditori hanno saputo cogliere il cambiamento. Locali intergenerazionali che ospitano laboratori di ceramica, smart working e clubbing, oltre che i nuovi riti della convivialità, e nuove esigenze di business aziendale, ci restituiscono un comparto con grandi potenzialità e notevole apertura mentale. Sono sparite le distinzioni “sociali” dei decenni scorsi, oggi i locali sono portatori di contaminazioni sociali, spesso ibridi, perché uniscono somministrazione e vendita di prodotti, sono spazi di ascolto per i cittadini, luoghi di ritrovo per i giovani, ma anche punti di riferimento per gli stranieri, i visitatori ed i turisti. Ci stiamo internazionalizzando, pur mantenendo una forte identità sia a Treviso che negli altri centri della provincia: siamo sicuramente il comparto che, più di altri, dopo il Covid ha interpretato a 360 gradi il cambiamento. Abbiamo di fronte nuovi asset su cui investire: il primo è quello della tecnologia che, se ben sfruttata, amplifica e valorizza il nostro lavoro. Il secondo è quello delle piattaforme: tutto va affrontato senza pregiudizi e con massima fiducia. La capacità di guardare la realtà con gli occhiali giusti evitando il lamento fine a se stesso caratterizza la categoria e di questo sono orgoglioso perché siamo in grado di “contagiare” l’economia e la società. Auspico tavoli di lavoro e consulte comunali capaci di mettere a sistema le grandi risorse che il nostro comparto offre: siamo l’antidoto naturale alla desertificazione, il presidio di città, paesi e piccoli borghi, lo spazio che raccoglie persone e rinsalda relazioni”.

Quarto report Osservatorio Congiunturale

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