ECCO PERCHE’ IL RITO DEL BAR DIVENTA ANTIDOTO ALLA PAURA

Gli episodi di criminalità avvenuti in città hanno alzato il tono del dibattito: Pozzobon rilancia il ruolo dei pubblici esercizi per l’intera provincia e lancia un appello alla popolazione: la città non deve svuotarsi.

Interviene il presidente della Fipe-Confcommercio Michele Pozzobon che ha appena subìto un furto nel proprio locale.

 “Furti, spaccate, danneggiamenti e aggressioni fisiche, per quanto siano difficili da comprendere ed accettare, non possono essere l’unica chiave di lettura di una città e di un centro storico, tanto meno un alibi per amplificare i timori e alimentare contrapposizioni. I dibattiti sono sempre positivi ed è sempre giusto confrontarsi sul presente e sul futuro della città, ma occorre partire dal fact - checking della situazione”.

A dirlo è Michele Pozzobon, presidente di Fipe-Confcommercio Treviso, che ha appena subìto un furto in uno dei propri locali situati entro mura e che, insieme a tutte le Istituzioni, come rappresentante della categoria dei pubblici esercizi, è parte attiva del tavolo della sicurezza”.

“Il rischio vero- spiega Pozzobon- è che la percezione concreta vissuta in questi mesi (e ultimi giorni) da residenti e operatori, soprattutto nelle ore serali, prevalga sulla dimensione oggettiva e statistica, creando un sentiment collettivo di allarme che svuota la città invece di rianimarla, senza con questo sottovalutare l’entità reale dei problemi, peraltro già presi in carico dalla Prefettura e dalle Istituzioni competenti. Il 19 ottobre sarà a Treviso il Ministro Piantedosi (notizia di oggi), il rafforzamento di pattuglie specializzate c’è, la zona rossa è presidiata, le risposte istituzionali sono state pronte e solerti e credo che Treviso sia anche un esempio di interazione positiva tra imprese, Istituzioni, associazioni e forze dell’ordine. Ci si trova e ci si confronta spesso.”

A conforto di ciò, Pozzobon guarda ai dati complessivi (fonte: Sole 24 Ore fine 2025 costruito sui dati del Dipartimento della Pubblica sicurezza dell’interno su 2024) che, pur essendo in rapida evoluzione, collocano Treviso e la sua provincia tra i territori più sicuri d’Italia, anche se i recenti fatti criminosi, per la dimensione fisica ed aggressiva con cui sono avvenuti, ritiene Pozzobon- “restano gravi e producono un forte senso di vulnerabilità tra gli operatori ed i cittadini. I numeri- prosegue il presidente sono importanti: i furti costituiscono la voce più consistente, con circa 8.751 denunce, mentre le rapine risultano numericamente più contenute: 223 casi, pari a 25,4 ogni 100.000 abitanti, truffe e frodi informatiche rappresentano ormai una componente molto significativa della criminalità denunciata. Leggiamo spesso anche di truffe sofisticate agli anziani ed il disagio giovani è sicuramente in aumento, ma sul sentiment collettivo questi fenomeni hanno un impatto diverso di quanto avviene nello spazio pubblico, spaventano di meno”

La risposta- afferma Pozzobon- non può essere solo in capo alle Istituzioni: deve partire dal basso, deve essere forte, autentica e comunitaria. Tutti dobbiamo prenderci cura della nostra città. Parliamo del centro di Treviso- ma il discorso vale per tutti i centri della provincia. Il mio appello è molto semplice e chiaro e chiama ad una discesa in campo tutti: “la città va vissuta, conosciuta, amata, frequentata, animata: la risposta deve essere anche civile. Ecco perché il rito del bar è e deve restare strategico e fondamentale: rappresenta il perno dell’aggregazione sociale e costruisce relazioni di prossimità vere. Siamo ad inizio autunno e gli eventi culturali sono moltissimi. Abbiamo festival, teatri, concerti e serate culturali ovunque: invito tutti a prenderne visione. Occorre evitare rappresentazioni sproporzionate e tornare ad apprezzare le abitudini sane. Un tempo il bar era la seconda casa di un paese o di un quartiere, il luogo preferito dove leggere i giornali, fare colazione, giocare a carte e a biliardo. Oggi le chiacchere si fanno sui social e le serie si guardano a casa davanti ad uno schermo, mentre le notizie si leggono sul cellulare, ma proprio per questo è ora più che mai necessario recuperare la dimensione sociale che il rito del bar consente perché la frequentazione di una città viva e pulsante è il miglior antidoto alla paura, l’argine solido al degrado e alla criminalità che tanto ci spaventa in questi giorni. I nostri occhi di esercenti ed il nostro essere in prima linea sulla strada aiuta anche le forze dell’ordine.”

Per l’intera provincia di Treviso, FIPE rappresenta un sistema di circa 5.000 unità locali nel comparto dei pubblici esercizi e circa 22.000 addetti.

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