Interviene, a commento dei dati sull’Osservatorio locazioni, Mauro Posocco, presidente di Fimaa Veneto e Fimaa Treviso. Cinque le proposte concrete che la Federazione porta ai tavoli. Per Posocco “occorre ricostruire una corretta cultura dell’affitto”.

La gran mole di dati messi a disposizione dall’Osservatorio locazioni conferma il trend in atto da anni: crescono gli affitti brevi e turistici, cala la residenzialità, le città si svuotano e si popolano solo di turisti nei week end, le famiglie sono in difficoltà e fanno fatica a trovare un affitto residenziale a prezzi sostenibili. Molti immobili grandi e vetusti restano vuoti o abitati da una sola persona che, per timore di trovarsi di fronte a situazioni di morosità ingestibili, non affitta.

Cresce poi- ed è strettamente legato al mancato aumento dei salari negli ultimi dieci anni e alla precarietà diffusa- il fenomeno “stanza (singola o doppia)”, o l’affitto condiviso di una porzione di immobile, scelta obbligata per single, giovani lavoratori, insegnanti, persone in situazioni di lavoro transitorio, lavoratori del mondo sanitario che non possono affrontare gli 8-12 euro a metro quadro medio di affitto.

“Un fenomeno- commenta il presidente di Fimaa Veneto e Treviso Mauro Posocco- non più legato solo alla popolazione studentesca. Basta pensare al problema degli OSS, delle case di riposo: non si trovano figure professionali per la cura e l’accudimento degli anziani, e se anche si trovano arrivano da regioni lontane e la prima difficoltà è proprio quella di garantire loro un alloggio adeguato a prezzi compatibili con lo stipendio percepito”.

Come Fimaa Veneto e Treviso, sul fronte affitti, stiamo lavorando per restituire fiducia ai proprietari, aumentare le tutele e sosteniamo queste proposte:

-          Reintrodurre la cedolare secca sugli immobili commerciali (anche su studi privati e uffici), misura introdotta nel 2019 per quel solo anno purtroppo, che a suo tempo aveva incentivato l’apertura di tante attività;

-          dimezzare l’imposta sugli immobili locati con contratti 4+4 e, nei casi di morosità, i proprietari dovrebbero essere esentati dal pagamento dell’IMU e delle imposte sui canoni non percepiti;

-          applicare aliquote agevolate sulle locazioni di lungo periodo e introdurre agevolazioni fiscali per i proprietari che concedono in locazione immobili a categorie svantaggiate, come studenti, giovani lavoratori e famiglie a basso reddito;

-          creare una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità (sul modello dei sistemi informativi utilizzati per l’accesso al credito), premiando così il valore locativo di chi è corretto negli adempimenti

-          riconoscere il contratto di locazione quale titolo esecutivo, per consentire ai proprietari di rientrare più facilmente e velocemente in possesso dell’immobile nel caso in cui l’inquilino sia moroso.

In pratica- conclude Posocco- occorre ricostruire una corretta cultura dell’affitto restituendo reciprocità e fiducia tra proprietari ed inquilini: una leva strategia per il rilancio delle città, dei piccoli comuni, dell’occupazione qualificata”.

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