IL CARRELLO DELLA SPESA AUMENTA? ECCO L’ANALISI ED ALCUNI CONSIGLI DI FIDA – CONFCOMMERCIO PER ALIMENTARI E ORTOFRUTTA

Filiera corta, stagionalità piena e piccole produzioni locali: alcune delle strategie di contenimento prezzi consigliate da Fida. Le cause? Terreni “incendiati”, costi energetici e aumento smisurato del gasolio che fa lievitare tutte le materie prime

Scaffali vuoti e prezzi in su? Speculazioni? Potrebbero anche esserci. Ma il fenomeno dei prezzi al rialzo degli alimentari e la difficoltà di fare la spesa, in particolare di frutta e verdura, - spiega il presidente provinciale di Fida – Confcommercio (che rappresenta il commercio al dettaglio alimentare della provincia di Treviso) Riccardo Zanchetta è un fenomeno ampio che deriva da molteplici cause: energia, clima e rialzo del gasolio in primis. Stiamo vivendo uno dei momenti al rialzo più difficili dal Covid in poi.

Il settore ortofrutta- rappresentato dal Consigliere Fida Renzo Ghedin, consigliere con una lunga esperienza di vendita di frutta e verdura, con l’abbassamento delle temperature si sta normalizzando progressivamente. Gli aumenti subìti per molti prodotti sono dovuti al fatto che nel corso dell’estate i terreni si sono “incendiati” (gergo tecnico) per il caldo e non hanno consentito la nascita degli ortaggi, ma ora le produzioni, soprattutto quelle a ciclo breve come le insalate e le verdure a foglia verde, sono in fase di recupero. Nessuno sottolinea che invece la frutta, a differenza della verdura, è rimasta coi prezzi stabili rispetto allo scorso anno. I prezzi della nostra provincia, anche confrontati con altre provincie, sono in media: patate, carote e cipolle, ad esempio, sono tra i prodotti più stabili dello scaffale. Le patate, pur avendo subìto dei rincari a causa dell’aumento dei costi dei fertilizzanti e dell’impatto della siccità, rimangono uno degli alimenti con il costo pro-capite per porzione tra i più bassi del settore. Rassicura il fatto che mercato ortofrutticolo di Treviso è uno dei migliori del NordEst, che ospita anche molti piccoli produttori locali capaci di portare sulle tavole dei trevigiani molti ortaggi a filiera corta, con meno aumenti dovuti a trasporti e caro carburanti”.

In tempi così difficili, conclude Zanchetta, occorre saper fare la spesa, orientarsi sulle diverse produzioni, conoscere bene la stagionalità: per questo motivo, il commerciante al dettaglio tradizionale riesce a dare il consiglio giusto. Noi commercianti riduciamo i margini e veniamo incontro alle esigenze dei nostri consumatori, soprattutto anziani, che vedono in noi un punto di riferimento. Certo, l’aumento smisurato del prezzo del gasolio ci intimorisce perché genere l’impennata dei prezzi delle materie prime, quindi riguarda l’intero commercio e anche la ristorazione. E’ un’emergenza che speriamo rientri presto. Purtroppo, dallo scoppio della guerra in Ucraina, le ondate di aumenti si susseguono sempre più spesso e le piccole imprese stanno dimostrando di saperle fronteggiare.

 

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