Esenzione bollo e sconto gasolio? Non bastano
Gli agenti di commercio aspettano interventi mirati per l’auto
Giovanni Tomasi, presidente Agenti FNAARC della provincia di Treviso:
la categoria è in seria difficoltà e chi può cerca di andare in pensione
Alle misure approvate dal Consiglio dei ministri del 16 settembre - esenzione dal bollo prevista per il 2027 e proroga ridotta dello sconto sul gasolio – vanno aggiunti interventi specifici per le categorie che utilizzano quotidianamente l’automobile per lavorare, come gli agenti e rappresentanti di commercio.
Agenti FNAARC, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, a livello nazionale ha chiesto un confronto con il Governo per rappresentare le problematiche fiscali e di mobilità della categoria, evidenziando le criticità:
"L’esenzione dal bollo riguarda principalmente le utilitarie e non le auto utilizzate dagli agenti di commercio, che necessitano di auto adatte e sicure alle lunghe percorrenze. Anche lo sconto sul gasolio è stato prorogato in misura ridotta, ma nel frattempo i prezzi alla pompa sono aumentati ancora e non si sa dove arriveranno, rendendo impercettibile il beneficio", dichiara Giovanni Tomasi, presidente Provinciale FNAARC-CONFCOMMERCIO.
"Mancano ancora misure mirate per le categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi dell’auto e dei carburanti. Comprendiamo le difficoltà generali del momento, confidiamo nel confronto dei nostri vertici nazionali col Governo. In provincia, la categoria è in seria difficoltà. Le aziende non riconoscono i maggiori costi di carburante che gli agenti sostengono e la professione sta diventando molto difficile. Più di qualcuno sta facendo i conti per anticipare l pensione. Ci sono delle questioni irrisolte come quella, che da tempo è all’ordine del giorno, sulla deducibilità dell’automobile per la nostra categoria e sull’impatto dell’aumento dei costi per i colleghi in regime forfettario" conclude Tomasi.
La deduzione dell’auto per gli agenti è riconosciuta, infatti, nella misura dell’80%, ma su un costo massimo di 25.822,84 euro, un limite mutuato dai 50 milioni di lire fissati nel lontano 1986 e mai adeguato ai prezzi attuali delle autovetture.